A mezz’ora dal vostro ombrellone c’è una città che sembra scolpita nel burro dorato: Lecce, il barocco più teatrale d’Italia. Si visita a piedi, senza fretta, col naso all’insù e un pasticciotto in mano. Ecco l’itinerario che consigliamo ai nostri ospiti.

Il colpo di scena: Santa Croce

Iniziate da qui, dalla Basilica di Santa Croce: una facciata-ricamo dove cavalieri, sirene, melograni e mostri sorreggono il grande rosone. Due secoli di lavoro nella pietra leccese, quel calcare tenero che si scolpisce “come il legno” e col tempo prende il colore del miele. Accanto, l’ex convento dei Celestini oggi Palazzo del Governo: il barocco qui non è decorazione, è racconto.

Piazza Duomo, il salotto

Un vicolo si apre e vi trovate in una delle piazze più scenografiche d’Italia: chiusa su tre lati come un cortile nobile, col Duomo, il campanile alto quasi settanta metri, il palazzo vescovile e il seminario. La sera, illuminata, è pura scenografia — molti la preferiscono così.

Le statue barocche all'ingresso di Piazza Duomo a Lecce
Le statue dei santi accolgono chi entra in Piazza Duomo — foto di AXP Photography, Pexels.

Roma sotto i piedi: l’anfiteatro

In piazza Sant’Oronzo il pavimento si apre sull’anfiteatro romano del II secolo: ospitava oltre diecimila spettatori, e ne vedete solo un terzo — il resto dorme sotto la piazza. Sopra, la colonna di Sant’Oronzo veglia sul via vai dei tavolini.

I cortili e le botteghe

Il bello di Lecce è perdersi: dietro i portoni si nascondono cortili barocchi, atrii con scale di pietra, giardini segreti. Sbirciate senza timidezza. E fermatevi nelle botteghe di cartapesta, l’arte povera che qui è diventata grande: santi, pupi e figure che nascono da carta, colla e talento.

Vicolo del centro storico di Lecce con bouganville rossa
I vicoli del centro: pietra dorata, lampioni in ferro e bouganville — foto di Merwak Raw, Pexels.

La pausa: pasticciotto e caffè in ghiaccio

Il pasticciotto a Lecce è religione laica: frolla e crema, servito tiepido. Accompagnatelo — o fatelo seguire — dal caffè in ghiaccio col latte di mandorla, invenzione locale che d’estate vale un condizionatore. Per il resto della guida golosa, c’è il nostro articolo dedicato.

L’itinerario in breve

Tappa Tempo
Santa Croce e Palazzo dei Celestini 30 min
Via Umberto I e i cortili 30 min
Piazza Sant’Oronzo e anfiteatro 20 min
Piazza Duomo 30 min
Botteghe, pasticciotto, aperitivo il resto, con gusto
Porta Napoli a Lecce con un oleandro in fiore
Porta Napoli, l’ingresso monumentale al centro storico: parcheggiate da queste parti — foto di Merwak Raw, Pexels.

Rientrando verso il mare, se è ancora presto, allungate per Otranto o fermatevi ad Acaya, borgo fortificato minuscolo e perfetto. Poi casa, doccia, veranda: il barocco stanca il giusto.

Domande frequenti

Quando conviene visitare Lecce d’estate?

Nel tardo pomeriggio: si parcheggia meglio, la pietra leccese si accende con la luce radente e si resta per l’aperitivo e la passeggiata serale. La mattina presto è l’alternativa per chi ama la quiete.

Cos’è la pietra leccese?

Un calcare tenero e dorato, facile da scolpire: è il segreto del barocco leccese e delle sue facciate ricamate. Nelle botteghe la lavorano ancora a mano, insieme alla cartapesta.

Dove si parcheggia?

Fuori dalle mura: le aree attorno a Porta Napoli e Porta Rudiae sono le più comode. Il centro storico si gira interamente a piedi.

Mare la mattina, Lecce la sera: la posizione di Torre dell’Orso vi permette entrambe. Verifica le date libere →

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