
A mezz’ora dal vostro ombrellone c’è una città che sembra scolpita nel burro dorato: Lecce, il barocco più teatrale d’Italia. Si visita a piedi, senza fretta, col naso all’insù e un pasticciotto in mano. Ecco l’itinerario che consigliamo ai nostri ospiti.
Il colpo di scena: Santa Croce
Iniziate da qui, dalla Basilica di Santa Croce: una facciata-ricamo dove cavalieri, sirene, melograni e mostri sorreggono il grande rosone. Due secoli di lavoro nella pietra leccese, quel calcare tenero che si scolpisce “come il legno” e col tempo prende il colore del miele. Accanto, l’ex convento dei Celestini oggi Palazzo del Governo: il barocco qui non è decorazione, è racconto.
Piazza Duomo, il salotto
Un vicolo si apre e vi trovate in una delle piazze più scenografiche d’Italia: chiusa su tre lati come un cortile nobile, col Duomo, il campanile alto quasi settanta metri, il palazzo vescovile e il seminario. La sera, illuminata, è pura scenografia — molti la preferiscono così.

Roma sotto i piedi: l’anfiteatro
In piazza Sant’Oronzo il pavimento si apre sull’anfiteatro romano del II secolo: ospitava oltre diecimila spettatori, e ne vedete solo un terzo — il resto dorme sotto la piazza. Sopra, la colonna di Sant’Oronzo veglia sul via vai dei tavolini.
I cortili e le botteghe
Il bello di Lecce è perdersi: dietro i portoni si nascondono cortili barocchi, atrii con scale di pietra, giardini segreti. Sbirciate senza timidezza. E fermatevi nelle botteghe di cartapesta, l’arte povera che qui è diventata grande: santi, pupi e figure che nascono da carta, colla e talento.

La pausa: pasticciotto e caffè in ghiaccio
Il pasticciotto a Lecce è religione laica: frolla e crema, servito tiepido. Accompagnatelo — o fatelo seguire — dal caffè in ghiaccio col latte di mandorla, invenzione locale che d’estate vale un condizionatore. Per il resto della guida golosa, c’è il nostro articolo dedicato.
L’itinerario in breve
| Tappa | Tempo |
|---|---|
| Santa Croce e Palazzo dei Celestini | 30 min |
| Via Umberto I e i cortili | 30 min |
| Piazza Sant’Oronzo e anfiteatro | 20 min |
| Piazza Duomo | 30 min |
| Botteghe, pasticciotto, aperitivo | il resto, con gusto |

Rientrando verso il mare, se è ancora presto, allungate per Otranto o fermatevi ad Acaya, borgo fortificato minuscolo e perfetto. Poi casa, doccia, veranda: il barocco stanca il giusto.
Domande frequenti
Quando conviene visitare Lecce d’estate?
Nel tardo pomeriggio: si parcheggia meglio, la pietra leccese si accende con la luce radente e si resta per l’aperitivo e la passeggiata serale. La mattina presto è l’alternativa per chi ama la quiete.
Cos’è la pietra leccese?
Un calcare tenero e dorato, facile da scolpire: è il segreto del barocco leccese e delle sue facciate ricamate. Nelle botteghe la lavorano ancora a mano, insieme alla cartapesta.
Dove si parcheggia?
Fuori dalle mura: le aree attorno a Porta Napoli e Porta Rudiae sono le più comode. Il centro storico si gira interamente a piedi.
Mare la mattina, Lecce la sera: la posizione di Torre dell’Orso vi permette entrambe. Verifica le date libere →