Torre dell’Orso guarda l’Adriatico; Gallipoli, dall’altra parte del Salento, guarda lo Ionio. Sono due mari diversi — e si vede. Vale la pena attraversare la penisola per una giornata: una settantina di chilometri, poco più di un’ora d’auto, e ci si ritrova in una città vecchia costruita su un’isola.

Perché si chiama così

Il nome viene dal greco Kallípolis, «città bella». Non è marketing turistico moderno: è un’etichetta che Gallipoli si porta dietro da qualche millennio, e quando si arriva sul ponte al tramonto si capisce perché.

Il castello e il ponte

La città vecchia sta su un isolotto collegato alla terraferma da un ponte. All’imbocco c’è il castello angioino, con le mura che scendono dritte nell’acqua e il torrione staccato del Rivellino. Di sera è illuminato e il fondale intorno resta trasparente — è la foto di apertura di questo articolo, scattata da Luigi Cataldi: è uno dei punti più fotografati del Salento, e a ragione.

Il centro storico: vicoli, barocco e frantoi sotto i piedi

Dentro le mura si cammina e basta: vicoli stretti, case bianche, panni stesi, cortili che si aprono all’improvviso. Il cuore è la cattedrale di Sant’Agata, barocco leccese in piena regola, con la facciata in pietra dorata che al pomeriggio prende luce.

La sorpresa vera però sta sotto: Gallipoli è piena di frantoi ipogei, antichi oleifici scavati nella roccia dove per secoli si è prodotto l’olio lampante che illuminava mezza Europa. Alcuni si visitano, si scende una scala e ci si ritrova in un’altra città. Sono spazi piccoli e bassi: chi soffre di claustrofobia lo sappia prima.

Vicolo di un borgo pugliese imbiancato a calce con piante e una chitarra appesa al muro
Vicoli imbiancati a calce: l’atmosfera dei centri storici di Puglia — foto di Merwak Raw, Pexels.

Il giro delle mura e il porto dei pescatori

Il modo migliore per prendere le misure alla città è il giro perimetrale sulle mura, lungo la Riviera: da un lato le case affacciate sul vuoto, dall’altro il mare aperto e, all’orizzonte, l’isola di Sant’Andrea con il suo faro.

Dalla parte opposta c’è il porto peschereccio, che è ancora un porto che lavora: la mattina presto rientrano le barche e il pesce si vende lì, sul molo. Se capitate all’ora giusta è lo spettacolo più autentico della giornata — molto più di qualsiasi monumento.

Barche da pesca ormeggiate nel porto di Gallipoli di sera, con le luci del borgo riflesse nell'acqua
Il porto peschereccio di Gallipoli la sera — foto di Luigi Cataldi, Pexels.

Le spiagge, se avete voglia di un bagno

Subito a sud del centro comincia la Baia Verde, sabbia e fondale basso, molto frequentata e molto vivace. Andando ancora avanti si arriva a Punta della Suina e a Punta Pizzo, dentro il parco naturale regionale: pini fino quasi alla riva, calette di sabbia tra gli scogli, decisamente più calmo. In alta stagione i parcheggi costano pochi euro e si riempiono entro metà mattina.

Il tramonto (il motivo per restare fino a sera)

Questa è la differenza sostanziale con la nostra costa: sull’Adriatico il sole sorge dal mare, sullo Ionio ci sprofonda dentro. Verso sera la Riviera si riempie di gente appoggiata al parapetto che aspetta, e per venti minuti la pietra della città vecchia diventa arancione. Se dovete scegliere un solo orario per Gallipoli, scegliete quello.

Il sole che tramonta sul mare visto dall'interno di una grotta sulla spiaggia
Tramonto sul mare in Salento. A Gallipoli, affacciata sullo Ionio, il sole cala esattamente così: dentro l’acqua.

Consigli pratici

Quando andare: partite dopo colazione e mettete in conto il rientro dopo cena — con la luce lunga d’estate si fa comodamente. Parcheggio: nella città nuova, vicino al ponte; nel borgo antico non si entra in auto. Scarpe: comode, le basole sono lisce e scivolose. A tavola: qui si mangia la scapece gallipolina, pesce fritto conservato con pane, aceto e zafferano — un piatto che sa di porto e di secoli fa.

Se volete l’altra faccia del Salento, quella adriatica, leggete la nostra giornata a Otranto; per il barocco c’è Lecce in un giorno, e per la tavola la guida a cosa mangiare nel Salento. Tutte le gite possibili dalla casa sono raccolte in cosa vedere vicino a Torre dell’Orso.

Domande frequenti

Quanto dista Gallipoli da Torre dell’Orso?

Una settantina di chilometri, poco più di un’ora d’auto: si attraversa il Salento da costa a costa, dall’Adriatico allo Ionio, passando dalla tangenziale di Lecce. È una gita da giornata intera, meglio se si parte al mattino.

Cosa vedere a Gallipoli in un giorno?

Il castello angioino all’imbocco del ponte, il centro storico sull’isola con la cattedrale di Sant’Agata e i frantoi ipogei, il giro delle mura sulla Riviera, il porto peschereccio e, verso sera, il tramonto sullo Ionio. Se resta tempo, un bagno alla Baia Verde o a Punta della Suina.

Dove si parcheggia a Gallipoli?

Il centro storico è pedonale e i vicoli sono strettissimi: conviene lasciare l’auto nei parcheggi della città nuova, vicino al ponte, e proseguire a piedi. In estate si riempiono presto, quindi meglio arrivare la mattina o nel tardo pomeriggio.

Da La Casa di Franco il Salento si attraversa in un’ora: la mattina l’Adriatico, la sera il tramonto sullo Ionio. Verifica le date libere →

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